MediAttivisti: una rete tra giornalisti indipendenti e attivisti sociali

Dopo un percorso portato avanti da Pressenza nei suoi incontri di città e nell’incontro nazionale di Sezano del 6-7 aprile scorso si è formata la rete tra attivisti e giornalisti che ha preso il nome, dopo dibattito e votazione, di MediAttivisti.

Ecco qua il manifesto della rete e, in calce, in rigoroso ordine alfabetico,  le persone che hanno aderito (tra parentesi le associazioni per le quali aderiscono).

Una rete tra giornalisti indipendenti e attivisti sociali

In questo momento di crisi il vecchio mondo della violenza (economica, sociale, mediatica, interpersonale) sta, speriamo, dando i suoi ultimi colpi di coda attraverso una preoccupante deriva razzista e fascista che investe molti paesi; il nuovo mondo si esprime e cresce, ma il suo spazio è frantumato e ancora poco efficace. I media tradizionali hanno tradito la loro funzione di quarto potere, di controllo e bilanciamento, e sono  al servizio della speculazione finanziaria e di quel modello socio-culturale costruito da una minoranza accentratrice ed affarista che genera disinformazione e distrazione. I militanti, nella base sociale, portano avanti le loro iniziative e cercano di condividerle con altri attivisti e soprattutto con il resto della popolazione a cui spesso non giungono le iniziative più interessanti, innovative.

La rete che mettiamo in moto vuole interconnettere le realtà di quello che abbiamo chiamato giornalismo indipendente con le realtà sociali, i collettivi, i movimenti che promuovono il cambiamento della società in un senso nonviolento, antidiscriminatorio, solidale, preoccupato dei diritti umani e della sorte dell’umanità. Due mondi che hanno bisogno di collaborare nella diversità affinché i messaggi giungano più lontano possibile.

Hanno già aderito:

Riccardo Alfonso (Fidest Press Agency), Angelo Baracca (Comitato Contro la Guerra di Firenze, Medicina Democratica), Daniele Barbieri (La Bottega del Barbieri), Ginevra Battistini,  Moreno Biagioni (Rete Antirazzista Firenze), Silvio Bruschi, Gabriele Caforio (PeacelinkIlcorsaro.info,iltaccoditalia.info), Claudia Calderaro, Cecilia Capanna (Othernews), Tiziano Cardosi (Comitato no tunnel tav Firenze), Luca Cellini, Annalaura  Erroi, Roberta Ferruti (recosol), Andreas Formiconi (Laboratorio Aperto Citttadinanza Attiva), Raffaella  Ganci, Alessandro Graziadei (Unimondo), Jeff Hoffman (Coord. Naz. No Guerra No Nato, Tavolo per la Pace, Azione Civile), David Lifodi, Dario Lo Scalzo, Armando Lunetta (Nuovo Mondo Solidale), Monica Mazzoleni, Claudia Melotti, Valerio Marinai, Matilde Mirabella, Cristina Mirra (metaeducazione), Giovanna Pagani (WILPF), Marco Palombo, Rosetta Penna, Marco Piccinelli, Anna Polo, Alessandra Profilio (Italia che Cambia), Leopoldo Salmaso (U&Us), Natale Salvo, Giovanni Sarubbi (Il Dialogo), Fabio Sebastiani (Controlacrisi), François Soulard, Andrea Stocchiero (focsiv), Veronica Tarozzi (Associazione Società SostenibileZeitgeist Italia), Maurizio Torti (Sovranità Popolare), Simona Trapani, Olivier Turquet (Pressenza).

Ulteriori adesioni inviando una mail a redazioneitalia@pressenza.com  o compilando la tabella nel file condiviso

https://docs.google.com/document/d/17Sz2nlSOU4lWB9N3vK2S2dIBDv7fPJ00QEIP0PXhDlg/edit

1° marzo e 22 marzo, 2019 LIVORNO – Centro Don Nesi

Incontro con i GIOVANI in SERVIZIO CIVILE VOLONTARIO

“Identità e ruolo della WILPF per il disarmo nucleare e per la liberazione della donna”. Questo l’ambito formativo assegnato alla WILPF. Il corso è curato dal Prof. Rocco Pompeo del Centro Ricerca Nonviolenza di Livorno.In questa cornice ho avuto modo di presentare il Progetto WILPF “Pace Femminista in Azione” e di approfondire il nesso tra militarismo, nucleare e cambiamento climatico. Due gli incontri. Il primo con un gruppo di sole ragazze (22) e il secondo con un gruppo misto di (18).

Tangibile la voglia di attivarsi in nome della difesa di un futuro degno di essere vissuto.

Le informazioni fornite durante gli incontri di 4 ore ciascuno hanno contribuito a colmare un vuoto informativo indotto dal silenzio mediatico sulla questione del militarismo e delle sue negative interconnessioni con la contaminazione ambientale, la salute e il cambiamento climatico.

Durante il lavoro di gruppo le ragazze si sono confrontate sulle strategie di sensibilizzazione. Tra gli strumenti quello del volantinaggio è stato ritenuto superato ed è stato individuato come canale preferenziale l’utilizzo saggio dei social in cui veicolare con linguaggio innovativo la problematica della militarizzazione dei territori (in questo caso Livorno-Pisa) con i riflessi negativi sulla salute e sull’ambiente.

A nessuno era noto che Livorno fosse un porto nucleare e grande lo sconcerto per la mancanza di un piano di sicurezza per la popolazione a rischio di contaminazione radiologica.

Ognuna di loro si darà da fare per essere un soggetto attivatore. Questo l’impegno.

La scuola è stata individuata come luogo privilegiato per la formazione e la sensibilizzazione dei giovani

Il secondo gruppo che ho incontrato il 20 marzo ha condiviso le modalità di sensibilizzazione dell’altro gruppo pur evidenziando un certo pessimismo nel riuscire a perseguire l’obiettivo del disarmo nucleare.

“Informare con l’obiettivo di arrivare al maggior numero di persone possibile di tutte le età. Informare in modo semplice e conciso per evitare la confusione e il disinteresse. Intraprendere una campagna pubblicitaria e di informazione sui social network. Gli ashtag non formano ma omologano :occorre invece uno strumento formativo che sviluppi coscienza sociale”. E’ stato proposto di scrivere un fumetto.