CUMO: Convegno sul rischio nucleare, disarmo, ecologia profonda


Convegno in compagnia del WILPF con gli studenti del C.U.M.O. per discutere di soluzione che consentirebbero di aiutare la nostra società.
Si è tenuto da qualche giorno presso il C.U.M.O., la sede dell’università di Messina con sede a Noto, un convegno incentrato sull’esposizione dei rischi che corre, e ha trascorso, la società su cui viviamo, in merito alle armi nucleari.

Il convegno è stato presentato e discusso da Giovanna Pagani, Presidente Onoraria di WILPF Italia, e Patrizia Panarello, docente presso l’università degli Studi di Messina.
I giovani coinvolti si sono trovati subito con i temi trattati, capendo proprio come la minaccia delle armi nucleari sia un nemico a tutti gli effetti. In Italia tutte le centrali nucleari sono state abolite in seguito al referendum del 1987. Il problema, pero’, consistette nel fatto che prima sono state costruite le centrali, poi è stata chiesta l’opinione delle persone, causando così l’utilizzo dell’energia nucleare in Italia a svantaggio dei cittadini. Non possiamo, infatti, non pensare che un episodio, come ad esempio Chernobyl, sia lontano dall’essere vicino a noi. Specialmente in una società che crede che per essere i più forti bisogna avere le armi più “grosse”.
Questa è una cosa che la storia riporta in continuazione. Le bombe atomiche su Hiroshima e Nagasaki, la costruzione della bomba H, tutti eventi che fanno r iflettere e, su come bisogni promuovere solo l’azione della non violenza. Infatti,
bisognerebbe avanzare la proposta di un disarmo TOTALE della popolazione, un mondo dove tutti hanno un’arma in casa, di certo non rende il cittadino più sicuro.
Principalmente perché, in situazioni di stress, possiamo commettere degli errori, prendendocela con chi in realtà non ha commesso nessun crimine. Basti pensare ad una persona arrabbiata per un determinato motivo ed una pistola in tasca per capire cosa potrebbe succedere.
In seguito alle relazioni mostrate dalla Presidente WILPF e dalla professoressa Panarello è stato somministrato un questionario agli studenti del C.U.M.O. Proprio per cercare delle soluzione in merito ad i temi trattati. Le domande in questione
erano le seguenti:
“Che nessi vedete tra i problemi dell’ambiente ed il ilitarismo?”
“Con quali metodi pensate di diffondere le conoscenze su questi temi?”
“La paura profonda del nucleare: come vi posizionate? Come pensate di trasformarla in azione?”
Divisi per gruppi, gli studenti del C.U.M.O. hanno offerto diverse soluzioni, basandosi sull’impatto che il convegno ha avuto su di loro, ed il modo in cui si posizionavano. Difatti, per la prima domanda, è emerso la mancanza di consapevolezza che la costruzione di armi nucleari produce, tenendo poco conto
dell’impatto ambientale che si avrà. Così come anche una “poca consapevolezza del danno”, dichiarando che si tende a nascondere il danno commesso, senza prendersi le proprie responsabilità e, così facendo, tenendo le persone all’oscuro di ciò che è avvenuto all’ambiente. Tra le tante risposte, anche i veicoli militari, con conseguenti gas di scarico, sono stati accusati, dichiarando proprio come lo smaltimento di tali
veicoli crei un deterioramento ambientale.


Per quanto riguarda la seconda domanda, in un’epoca ormai tecnologica, in molti hanno risposto che la diffusione può avvenire nel miglior modo possibile per mezzo di internet, con conseguente creazione di un blog. Tra le altre risposte, anche
l’utilizzo dei convegni o di proteste aiuterebbero la diffusione, per non parlare di colloqui individuali fatti proprio per mirare una determinata persona per cercare di arrivare a coloro che detengono il potere, i quali possano capire come l’utilizzo del
dolore non porterà che ad altro dolore, colpendo persone innocenti (es. Seconda guerra Mondiale).
Invece, nella terza ed ultima domanda del questionario somministrato agli studenti del C.U.M.O., in diversi hanno fatto presente come questi temi dovrebbero suscitare una sensibilizzazione da parte delle persone. Non possiamo cioè pensare che un disastro nucleare non possa avvenire solo perché non lo abbiamo mai vissutoin prima persona. In un mondo come quello di oggi dobbiamo preoccuparci del
minimo segnale, poiché qualcosa può sempre essere dietro l’angolo. Noi possiamo vivere le nostre vite tranquilli, ma non sapremmo mai cosa accade dietro l’angolo, dove le persone possono credersi “superiori” e, di conseguenza, prendono il
controllo su determinate decisioni a nostra insaputa.

Gianluca Bova